Consigli per la cura dell'animale

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    1.    Ho appena preso un cucciolo/gattino: cosa devo fare? menuicon

    Intorno al primo mese d’età è bene sverminare i cuccioli e i gattini. Questa operazione andrà poi ripetuta dopo 15-20 gg a seconda del prodotto utilizzato, che può essere in compresse, pasta orale o soluzione transcutanea spot on. È comunque buona norma far effettuare al veterinario un esame delle feci per individuare il tipo di parassiti intestinali presenti. Contestualmente a questo si può trattare l’animale contro pulci e zecche; molti prodotti in commercio sono multi-target. A 2 mesi si può effettuare il primo vaccino, proprio perché viene meno l’immunità passiva trasmessa dalla madre. Tale trattamento andrà poi ripetuto dopo 30 gg e consiste, per il cane, nell’immunizzazione contro cimurro, epatite, parvovirus, parainfluenza e leptospirosi; per il gatto consiste invece nell’immunizzazione da panleucopenia felina, herpesvirus, calicivirus e leucemia virale felina. Naturalmente esistono anche altri vaccini; quelli citati sono considerati indispensabili. Le vaccinazioni assumono poi cadenza annuale o biennale o triennale a seconda del vaccino in oggetto.


    2.    Desidero sterilizzare la mia gatta: a che età è meglio farlo? In cosa consiste? menuicon

    L’età migliore per sterilizzare una gatta, se non si desidera farle fare cucciolate, è circa 6-7 mesi, ovvero l’età in cui mediamente le femmine di questa specie raggiungono la pubertà. Consiste nell’asportazione delle ovaie mediante un intervento in anestesia generale e in analgesia profonda. Tale chirurgia è ormai all’ordine del giorno e, in un animale sano, comporta una bassa percentuale di rischio ed una veloce ripresa.


    3.    Desidero sterilizzare la mia cagna: a che età è consigliabile farlo e che tipo di intervento è? menuicon

    A seconda della taglia e della razza della cagna, la pubertà può essere più o meno precoce: mentre i cani di piccola taglia la raggiungono intorno ai 7-8 mesi, i cani di taglia gigante possono attardarsi anche fino ad oltre i 12 mesi. L’età consigliata per l’intervento varia quindi entro questo range di tempo. Le linee guida attuali consigliano comunque di farlo dopo il primo calore o, possibilmente, poco prima del primo calore presunto, in modo da far raggiungere al soggetto il massimo sviluppo potenziale. L’intervento consiste nell’asportazione delle ovaie in anestesia generale profonda e in analgesia. Nel caso di soggetti che abbiano già partorito, il veterinario valuterà in sede chirurgica se sia consigliabile asportare anche l’utero oppure no.


    4.    Ho un gatto maschio: è consigliabile sterilizzarlo? menuicon

    Si ritiene consigliabile la sterilizzazione del gatto maschio per una serie di motivi: un maschio intero, dopo la pubertà, tende ad allontanarsi da casa per accoppiarsi, esponendosi così a conflitti con altri maschi, nonché a pericoli legati ad incidenti automobilistici. Le lotte con altri gatti possono provocare ferite profonde, a cui spesso si associa la trasmissione di gravi infezioni, tra cui l’immunodeficienza virale felina (FIV), per la quale non esiste cura e che porta inevitabilmente il soggetto alla morte. La sterilizzazione intorno ai 7 mesi ha quindi una valenza preventiva. In caso poi si tenga il gatto esclusivamente in casa, si eviteranno le marcature urinarie tipiche del maschio intero, il cui odore è davvero penetrante e difficile da eliminare!


    5.    Ho adottato un cane maschio: lo devo sterilizzare? menuicon

    Non esiste la necessità di sterilizzare un cane maschio a meno che non vi siano testicoli ritenuti (criptorchidismo), problemi prostatici (in età avanzata), problemi logistici legati a fughe del soggetto allo scopo di accoppiarsi. In effetti, anche nei soggetti più nervosi, si ritiene che la sterilizzazione non dia alcuna garanzia di acquisire un atteggiamento più remissivo, poiché il comportamento è influenzato solo in una piccola percentuale dalla spinta ormonale.


    6.    Quali profilassi antiparassitarie sono consigliabili per il mio animale domestico? menuicon

    Le attuali linee guida per l’uso di antiparassitari suggeriscono 4 sverminazioni all’anno. Tuttavia, nella stagione calda, che ormai si estende da marzo a ottobre, la presenza di insetti vettori di particolari infestazioni e infezioni, quali filariosi cardiopolmonare e leishmaniosi, impone l’uso continuativo di presidi antiparassitari. Tali farmaci spesso hanno anche efficacia come vermifughi, oltre che come repellenti o abbattenti per zecche e pulci. Di conseguenza, sempre più spesso, si tengono mensilmente sotto controllo i parassiti esterni ed interni, per un periodo che va da marzo a ottobre, riservando la profilassi per i parassiti esterni ai soli mesi invernali.


    7.    Esiste un modo per proteggere il mio cane dalla leishmaniosi? menuicon

    Attualmente esiste un vaccino da fare con cadenza annuale che garantisce al soggetto immunizzato una protezione superiore al 70%. Associando tale trattamento immunizzante a una profilassi antiparassitaria repellente per gli insetti vettori della leishmaniosi, si può ottenere una protezione completa. Inoltre, è buona norma far riposare i soggetti all’interno delle abitazioni durante le ore notturne, specialmente nelle zone in cui la patologia è endemica.


    8.    Il mio animale domestico è anziano: come posso tenerlo in forma e prevenire le malattie più comuni? menuicon

    Come per le persone, anche per i nostri animali la chiave della salute, anche nella terza età, è la prevenzione. Per questo motivo consigliamo uno stile di vita sano che comprende, oltre ad un’alimentazione corretta, movimento e una buona qualità di vita. Esistono anche programmi di screening periodici basati su specifici esami del sangue, diagnostica per immagini e visite periodiche, che permettono di individuare precocemente eventuali patologie emergenti. In particolare, è bene verificare periodicamente la funzionalità renale ed epatica, la glicemia, la cpse nei cani maschi (salute della prostata), la funzionalità tiroidea (soprattutto nei gatti) e la funzionalità dell’apparato digerente (esami specifici per l’assimilazione dei nutrienti e per la funzionalità pancreatica). Insieme a questi esami viene di solito effettuato un esame emocromocitometrico, che serve a verificare eventuali alterazioni di globuli rossi e bianchi e delle piastrine. In casi specifici, si potranno effettuare anche test di coagulazione e altre analisi per la funzionalità di ghiandole surrenali e ovaie. Spesso, nei soggetti più anziani, consigliamo anche ecocardiografia ed ecoaddome. Altri controlli possono riguardare l’apparato muscoloscheletrico e le articolazioni, l’apparato visivo e la funzionalità del sistema nervoso centrale e periferico, avvalendosi del supporto di veterinari specializzati. Anche il controllo del peso è importantissimo.